Ara Chloroptera

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ARA CHLOROPTERA

L’ Ara chloropterus fu per la prima volta scoperta e studiata, dal biologo zoologo inglese George Robert Gray, capo della sezione di Ornitologia del British Museum, durante alcune sue spedizioni nelle foreste pluviali del Sud America.

La descrisse nella sua opera generale “Genera of Birds”, edita nel 1860.

Un sinonimo con cui viene alcune volte chiamata, anche se recentemente in disuso, è Ara chloroptera – Gray, 1859.

Questo uccello appartenente all’ordine dei Psittaciformes , famiglia dei Psittacidae e genere Ara , può venir spesso scambiato, dai non esperti, con l’Ara macao ( chiamata comunemente Ara giallo-rosso-blu o Ara scarlatta ) data la presenza di almeno 2 di questi colori, il blu e il rosso ( molto meno il giallo, sostituito dal verde sauro ) che possono trarre in inganno.

In realtà l’ Ara chloropterus , detta in italiano Ara dalle ali verdi o Ara rossa e verde, in inglese Green-Winged Macaw o Red and Green Macaw, e in francese Ara Chloroptère, è una specie affine, ma diversa.

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E’ più grande dell’ Ara macao e dell’Ara ararauna, e solo l’Anodorhynchus hyacinthinus la supera in dimensioni e peso, tanto che gli zoologi biologi le hanno dato il soprannome di “gigante buono”, con riferimento anche al carattere docile, che ne fa, tra tutte le specie del genere Ara , quella preferita come animale da compagnia.

Purtroppo anche l’ Ara chloropterus è stata colpita dal disboscamento selvaggio delle foreste pluviali del Sud America, cui si somma il traffico illegale degli esemplari destinati ai privati.

La sua densità di popolazione è oggi ridotta a tal punto che la CITES ne ha vietato il traffico a fini commerciali, permettendo solo scambi tra enti scientifici, Giardini Zoologici, Parchi Acquatici e Zooparchi, nell’ambito di progetti di ripopolamento, mentre l’IUCN si occupa del monitoraggio annuale della popolazione in natura, e interviene con programmi di protezione.

Una sua caratteristica peculiare, è che tra tutte le specie del genere Ara è probabilmente quella che ha il becco ricurvo uncinato più grande e robusto, al punto che la potenza del suo morso è stata misurata, e corrisponde a 146 kg/cm² !

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Zoogeografia

La si trova nel centro America, Panama, scendendo verso sud, a est delle Ande, fino alla Colombia.

La si ritrova anche in Ecuador e nord del Perù, ed è presente in natura anche nel nord dell’Argentina, in Venezuela, Brasile, Guyana, Bolivia nord-orientale e Paraguay.

Habitat-Ecologia

Foreste tropicali, pluviali sempreverdi, dove questi pappagalli fanno vita arboricola per la presenza di un piede zigodattilo.

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Morfofisiologia

Il corpo e la coda sono rosso brillante, ali con piume verde sauro ( detto anche verde oliva ) nella porzione attaccata al corpo ( omerale ), cui fa seguito una colorazione delle copritrici blu-azzurro.

Testa e collo sono rossi.

Le redini e le guance, sono a pelle bianca-rosa carnicino, segnate da una zebratura costituita da barbule di piume rosse, che circondano anche gli occhi.

Il becco, è nella emiporzione superiore bianco opaco, la emiporzione inferiore è grigio-antrace. Zampe scure e robuste.

I pulli presentano una colorazione pallida, meno intensa degli adulti, con una leggera maculazione gialla sulle copritrici superiori delle ali, che scompare con la maturitĂ  sessuale.

Niente dimorfismo quindi tra maschi e femmine. Il sesso si può determinare solo con analisi del cariotipo, del DNA delle piume ( copritrici superiori ) o mediante identificazione della presenza dei testicoli interni, per laparoscopia.

In natura vive spesso in gruppi misti con altri Ara
Negli adulti l’iride è nera bordata di bianco, nei pulli marrone.

L’apertura delle ali dell’ Ara chloropterus , può raggiungere i 124 cm e la lunghezza totale del corpo testa-coda è di circa 1 m.

Il peso di un adulto può oscillare tra 1.300–1.700 g.

Mediamente vivono 50-60 anni, ma in cattivitĂ  raggiungono anche i 70 anni.

Sempre in cattività, c’è chi ha riportato una longevità di 80 anni, e alcune leggende narrano di esemplari vissuti fino a 100 anni

 

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Etologia-Biologia Riproduttiva

Presenta un carattere molto socievole. In natura è chiassoso, e non è raro osservare piccoli gruppi misti di Ara chloropterus , Ara macao e Ara ararauna .

In cattività ha bisogno di molto spazio per muovere le ali, occorrono quindi ampie voliere con tronchi d’albero da scortecciare.

E’ addomesticabile e apprende abbastanza facilmente.

Presenta anche proprietà imitatrici vocali, anche se meno spiccate d’altre specie del genere Ara .

E’ frugivoro e granivoro. Con il potente becco può nutrirsi di qualsiasi tipo di seme e frutto a pericarpo duro.

E’ golosa dei frutti delle palme del genere Acrocomia endemiche dell’area neotropicale, dove si trovano dal Messico, ai Caraibi e in Sud America ( Argentina del sud ).

Per i semi, è particolarmente ghiotta di quelli di due alberi appartenenti alla famiglia delle Fabaceae ( Leguminosae ) : la Copaifera langsdorfii , e la Hymenaea courbaril endemica dei Caraibi e delle Americhe centro meridionali.

Per simulare l’ecologia alimentare presente in natura, negli zoo si somministrano diete a base di pere, mele, prugne e banane, per quanto riguarda la frutta, cetrioli e carote, per la verdura, cui si associano cerali come mais, bacche a drupa, noci del Brasile, arachidi, semi di canapa, avena, miglio e girasole.

L’ Ara chloropterus è una specie molto selettiva, nella scelta del luogo dove costruire il nido, che colloca in genere nelle cavità piane dei dirupi o in grandi tronchi d’albero.

Anche l’ Ara chloropterus non ha un stagione degli amori ben definita, anche se il mese d’aprile presenta un picco d’attività nella preparazione dei nidi da parte dei maschi, che si fanno più aggressivi nei confronti dei conspecifici.

La femmina depone da 1–3 uova ( in alcuni casi anche 4 ), ma alcune ( frequentemente 2 ) non vengono fecondate.

In cattivitĂ , bisogna controllare il nido quando i genitori sono assenti, per evitare che, facendolo in loro presenza, diventino aggressivi, al punto di rompere le uova ancora non schiuse ( sia il maschio che la femmina ) o uccidere i pulli.

La cova dura circa 33–35 giorni, nei quali la femmina riceve cibo dal padre, che si occuperà, durante la vita post-natale, anche di nutrire per rigurgito i pulli.

I piccoli vengono svezzati a circa 12 settimane di etĂ . Dopo circa 6 mesi lasciano il nido, pienamente autonomi nel volo e nella ricerca del cibo.

La IUCN l’ha inserita nella red list of the Threatned Endangered Species. La CITES ne controlla severamente il traffico.