Geochelona Pardalis

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Nome comune In Italiano: Tartaruga leopardo

Nome scientifico Geochelone pardalis

Distribuzione geografica Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania, Zambia, Namibia, Angola, Mozambico, Zimbabwe, Botswana, Stato del Sud Africa

Habitat tipico: zone aride e di savana ad altitudini che vanno dal livello del mare sino ad altopiani ad oltre 2500 metri di altitudine.

Prediligono zone soggette a lunghi periodi di siccità interrotti da stagioni caratterizzati da forti pioggie.

Specie Geochelone pardalis

Sottospecie Geochelone pardalis pardalis (BELL 1828)
Geochelone pardalis babcocki (LOVERIDGE 1935)
Le sottospecie differiscono per la distribuzione sul territorio africano e per la colorazione.

La Geochelone pardalis pardalis è diffusa nell’estremo sud del continente Africano (quindi in Sud Africa ed in Namibia).

Le macchie nere sul carapace, più ampio e schiacciato, sono ampie e diffuse e conferiscono al rettile una colorazione più scura e meno appariscente.

I maschi di questa sottospecie sono più grandi delle femmine.

La sottospecie Geochelone pardalis babcocki è più diffusa nella parte centrale e sud-centrale dell’Africa.

E’ la sottospecie più comune ed è quindi quella che si trova con maggior frequenza nei negozi, alle fiere e negli zoo.

Le macchie nere sul carapace, più piccole e meno diffuse, conferiscono a questo rettile una colorazione chiara simile alle mantello maculato di un leopardo.

Da qui il nome comune di tartaruga leopardo.

Le tartarughe appena nate indipendentemente dalla sottospecie, non hanno la livrea ed il pattern che assumeranno una volta adulti. Sono più chiari e gli scudi del carapace sono contornati da un bordo nero che una volta adulti scomparirà per diventare una o più macchie nere.

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Informazioni per l’allevamento

Presentazione:

La tartaruga leopardo è probabilmente la più colorata fra le testuggini di grossa taglia.

Per la sua indole docile e per la splendida livrea è particolarmente apprezzata come animale da terrario anche se difficilmente un esemplare adulto, come vedremo nei paragrafi successivi, può essere ospitato in una teca commerciale.

La colorazione di base del carapace è gialla con macchie nere più o meno ampie e diffuse a seconda dell’esemplare.

Il piastrone presenta anch’esso una colorazione di base gialla (a volte con piccole macchie nere) ma più chiara e uniforme rispetto a quella del carapace.

La pelle è color marrone scuro negli animali vecchi ed è ancora più intenso in quelli selvatici la cui pelle può sembrare addirittura nera.

E’ una rettile robusto anche se come altre specie della famiglia Geochelone provenienti dall’Africa è molto sensibile all’umidità ambientale.

Dimensioni: E’ una tartaruga terrestre di dimensioni notevoli. I piccoli alla nascita misurano circa 4-6 cm e pesano 12-24 gr. Gli adulti possono arrivare a superare i 60 cm pari ad un peso di oltre 36 kg.

Queste misure record comunque differiscono dalla media, che per gli esemplari adulti di questa specie si assesta su misure comprese fra i 40-50 cm di lunghezza pari ad un peso di 12-20 kg.

Non spaventatevi quindi se la vostra tartaruga pur mangiando regolarmente non raggiunge i 30 kg di peso, ci sono variazioni notevoli di stazza anche fra un esemplare e l’altro della stessa specie.

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Indole:

E’ una tartaruga tranquilla e molto mansueta, col tempo si abitua anche ad accettare il cibo direttamente dalle mani dell’allevatore.

Può essere fatta convivere con altri esemplari della sua stessa specie e spesso è presente negli allevamenti e negli zoo assieme alla Geochelone sulcata, sua parente prossima.

Occorre tuttavia prestare attenzione ai maschi adulti, che nel periodo riproduttivo, sviluppano una forte territorialità che spesso sfocia in violenti scontri. Attenzione quindi agli scontri durante i quali i maschi si spingono e si urtano violentemente col rischio di danneggiarsi a vicenda il carapace.

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Temperatura:

E’ una tartaruga tropicale che predilige habitat asciutti, molto ventilati ed ama crogiolarsi al sole.

L’ideale sarebbe poterla allevare all’aperto tutto l’anno (come accade per le farm africane che allevano e riproducono a scopo commerciale questi rettili) ma il clima Italiano, specie al nord, impone di allevare queste tartarughe in terrari per la maggior parte dell’anno ad eccezione del periodo estivo.

L’allestimento del terrario deve essere fatto in modo da creare una zona più calda, con temperature comprese fra i 30 ed i 36°C.

L’ideale è creare questa area “calda” facendo puntare una o più lampade in zone circoscritte in modo che al di fuori di queste il terrario abbia temperature comprese fra i 22 ed i 30°C.

Durante la notte possiamo far scendere la temperatura fino a 18-20°C. Sconsiglio di utilizzare per riscaldare il terrario elementi come: piastre o rocce riscaldanti: queste venendo a diretto contatto con il piastrone dell’animale ne accelerano il metabolismo inducendo una crescita più rapida ed innaturale.

La temperatura è un parametro ambientale particolarmente critico nell’allevamento in cattività dei rettili.

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Umidità:

Evitate assolutamente che la percentuale di umidità relativa presente nell’aria all’interno del terrario superi il 60%.

Potete considerare questo valore come un livello di guardia, meglio sarebbe mantenere percentuali ancor più basse, comprese fra il 45 ed il 55%.

Ricordatevi di non mettere mai la ciotola dell’acqua in prossimità delle lampade o di altri sorgenti di calore presenti in terrario.

La Geochelone pardalis predilige ambienti aridi ed il suo fabbisogno idrico è soddisfatto quasi interamente da una dieta a base di vegetali.

Una ciotola dell’acqua può essere messa a disposizione della tartaruga una o due volte alla settimana, con l’accortezza che questa abbia un bordo abbastanza basso da permettere al rettile di abbeverarsi e di non lasciarla all’interno del terrario per più di 1 giorno. Quando le tartarughe sono allevate all’aperto possiamo lasciare invece la ciotola sempre a loro disposizione, avendo cura comunque di cambiare l’acqua almeno una volta al giorno.

Il metodo di accoppiamento è praticamente identico per tutte le tartarughe terrestri.

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Illuminazione:

Tutti gli appartenenti al genere geochelone sono rettili diurni e attivi prevalentemente durante le ore più calde del giorno.

La nostra tartaruga leopardo necessita di illuminazione solare diretta: la lampada UVB è indispensabile.

Ottimi risultati nell’allevamento di questa specie sono stati ottenuti usando lampade ai vapori di mercurio, in grado di fornire uno spettro comprensivo di UVA e UVB (Questi ultimi indispensabili alla sintesi della vitamina D3 e a metabolizzare il calcio).

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Alimentazione:

Abbiamo detto in precedenza che si tratta di un rettile vegetariano, andiamo quindi ad elencare i vegetali e le quantità da mettere a disposizione della Geochelone pardalis per avere una tartaruga ben nutrita ed in buona salute.

Le erbe selvatiche come il tarassaco, il dente di leone, il trifoglio o l’erba medica sono alcuni degli alimenti base della Geochelone pardalis.

Molti allevatori forniscono anche la comune erba di campo, … perdonatemi il paragone ma queste tartarughe sono delle vere e proprie “mucche”.

Una buona regola è di non fornire sempre lo stesso tipo di verdura ma di mescolare insieme almeno tre tipi diversi.

In alternativa è possibile alternare la dieta su base giornaliera ma personalmente preferiamo offrire alla tartaruga la possibilità di scegliere da un ricco buffet piuttosto che presentarle una unica portata.

Anche le verdure che troviamo dal fruttivendolo possono costituire una valida integrazione alla dieta.

Particolarmente gradite sono: la lattuga, l’insalata, le foglie del cavolfiore, le zucchine, le carote ed il radicchio solo per citarne alcune.

La verdura che acquistiamo o che raccoglieremo và lavata ed asciugata con cura: va lavata perchè in giardino o nei campi vengono impiegati pesticidi o antiparassitari, nocivi se non letali per la tartaruga, ma va anche asciugata accuratamente perchè altrimenti la tartaruga ingerirà assieme ai vegetali una consistente quantità d’acqua che le potrebbe provocare diarrea e a lungo andare problemi intestinali più seri.

Teniamo sempre a mente che è una tartaruga adatta a vivere in ambienti aridi.

Sempre per lo stesso motivo va evitata o quantomeno drasticamente ridotta la somministrazione di frutta.

A titolo indicativo è possibile offrire dei pezzetti di frutta (ad esempio: mela, pera o banana) mescolata alla verdura al massimo una volta ogni 7-15 giorni.

Vanno assolutamente evitate le scatolette ed i croccantini per cani e gatti. Si tratta di alimenti a base proteica e quindi assolutamente inadatti all’apparato digestivo della Geochelone pardalis.

Alle tartarughe giovani la verdura và preparata, tagliata e mescolata, quotidianamente mentre per gli esemplari adulti è sufficiente posare il piatto con la verdura intera in terrario, penseranno loro a spazzolare via tutto!

La quantità di verdura và determinata in base al numero di esemplari da sfamare e alle loro dimensioni.

Una regola dettata dal buon senso e che consiglio di seguire a chi si cimenta per la prima volta con l’allevamento delle tartarughe è questa: date loro da mangiare la mattina, se avete modo controllate se la ciotola è vuota a metà giornata ed in questo caso provate a riempirla nuovamente.

Per concludere qualche considerazione sull’impiego di integratori di calcio o vitaminici. In base alla mia personale esperienza ritengo inutile il 99% degli integratori vitaminici presenti in commercio, le verdure fresche, non surgelate, sono una miniera di vitamine, risparmiate i soldi per delle buone lampade UV.

Per soddisfare il fabbisogno di calcio della vostra tartaruga è sufficiente grattugiare dell’osso di seppia sopra le verdure con cadenza settimanale.

Le tartarughe adulte sono invece in grado di sgranocchiare un osso di seppia interno come noi faremmo con delle patatine.

Una curiosità: provate a mettere una pianta grassa o una cactacea in terrario ed osservate cosa accade, con buona probabilità la tartaruga se la divorerà perchè questi rettili in natura se ne nutrono frequentemente.

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Terrario:

E’ un aspetto determinante per allevare con successo uno o più esemplari di Geochelone pardalis.

Cercheremo di dare qualche utile indicazione sia per l’allevamento “indoor” che per quello “outdoor”.

Per allevamento “outdoor” si intende l’allevamento del rettile all’aperto, cioè in giardino, mentre il termine “indoor” indica l’allevamento in terrario.

Allevamento all’aperto: a seconda della regione in cui vivete è possibile far trascorrere alcuni mesi all’aperto alla vostre tartarughe.

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La sistemazione all’aperto e l’esposizione al sole sono graditissimi a questi rettili ma sono necessari alcuni accorgimenti per creare in giardino un’opportuna zona dedicata a loro.

Per prima cosa la recinzione deve essere solida, le tartarughe leopardo adulte hanno molta forza e sono testarde. Non è insolito vedere uno di questi rettili cercare con ostinazione di sfondare o scavalcare la recinzione.

Il recinto può essere fatto con diversi materiali: pali di legno e rete metallica, mattoni in tufo, bordure per aiuole in cemento o assi di legno.

A differenza di altre tartarughe le Geochelone pardalis non sono grandi scavatrici, il recinto quindi non dovrà necessariamente avere una parte interrata.

Per quanto riguarda le dimensioni, dipendono oltre che dal numero di animali dalla loro taglia: per una coppia di tartarughe fino a 10 cm di lunghezza un recinto di 1 mt x 1 mt è idoneo, per una coppia di adulti di 40 cm di lunghezza occorre allestire almeno un recinto di 3 mt x 3 mt.

All’interno del recinto mettiamo un grosso tronco, una pianta o qualunque altra cosa in grado di offrire alla tartarughe una zona d’ombra.

In natura questi rettili trascorrono le ore notturne riparate in anfratti nel terreno o nascoste fra la vegetazione, quindi anche noi dobbiamo avere l’accortezza di creare loro un riparo per la notte.

Idonee allo scopo sono le cucce per cani che offrono anche un riparo dalle intemperie.

Meglio è sistemare il rifugio non a diretto contatto col terreno, quattro mattoni alla base sono sufficienti ad evitare l’umidità e il pericolo che la pioggia formando pozzanghere allaghi il rifugio. I temporali con i loro abbassamenti repentini di temperatura, specie nel nord Italia, costituiscono una minaccia alla salute della nostra tartaruga, quindi occhio al termometro ed ai cambi di stagione.

Nel dubbio riportate gli animali in terrario!

Un ultimo consiglio: se avete la possibilità lasciate libere le tartarughe in giardino senza alcun recinto, sceglieranno loro i posti al sole e all’ombra che preferiscono.

Allevamento in terrario: quando si parla di tartarughe, il primo aspetto da considerare nella realizzazione del terrario è la superficie.

L’altezza pur venendo al secondo posto deve essere calcolata tenendo conto del volume d’aria, del ricircolo e del collocamento delle lampade.

E’ sbagliato ad esempio fare un terrario di 3 metri quadri di superficie e 40 cm di altezza perchè il volume d’aria all’interno sarebbe scarso e non permetterebbe di mettere le lampade a distanza di sicurezza dal rettile.

Sicuramente il terrario idoneo ad ospitare una tartaruga sarà a sviluppo orizzontale ma l’altezza non dovrà comunque essere inferiore ai 70 cm di altezza.

Per uno o due esemplari baby di Geochelone pardalis un terrario idoneo potrebbe avere le seguenti misure: 80 cm di lunghezza, 60 cm di profondità e 70 cm di altezza.

Le dimensioni cambiano per uno o più esemplari adulti, occorre lasciar perdere i centimetri ed iniziare a ragionare in metri. Il terrario idoneo ad ospitare un esemplare adulto potrebbe avere le seguenti misure: 2 metri di lunghezza, 1 metro di profondità e 70 cm di altezza.

Per una coppia o un trio delle buone misure potrebbero invece essere queste: 3 metri di lunghezza, 1 metro di profondità ed 1 metro di altezza. Spesso i libri o alcuni siti consigliano misure basandosi sulle necessità dell’animale ma non sul buon senso.

Terrari oltre i due metri di lunghezza ed il metro di profondità per essere funzionali devono essere accessibili da tutti i lati.

Perchè questo sia possibile devono venire posizionati al centro di una stanza, cosa che molte volte non è possibile.

Per il substrato del terrario consiglio di usare materiali che non trattengano l’umidità ma che nel contempo permettano di assorbire e rimuovere le abbondanti deiezioni che queste tartarughe producono.

Vanno bene il fieno, i trucioli di legno e la segatura.

Attenzione alla segatura, che essendo prodotta per cavie, criceti e roditori, viene spesso aromatizzata.

Non utilizzatela per le tartarughe!

Anche il pellet comunemente usato nelle stufe da riscaldamento, è un ottimo materiale per il substrato del terrario: è inodore, produce meno polvere rispetto alla segatura, assorbe molto meglio rispetto ai trucioli di legno e si rimuove più facilmente.

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Riproduzione:

Per prima cosa impariamo a distinguere i maschi dalle femmine, solo così potremo essere certi di possedere una coppia di riproduttori.

Per i neonati, ma più in generale per tutti gli esemplari che non hanno ancora compiuto il primo anno di vita il dimorfismo sessuale è quasi impercettibile.

Diffidate di chi vi vende la così detta “coppia garantita” almeno che non si tratti di esemplari si almeno 15-20 cm di lunghezza, se non già degli adulti.

Detto questo esaminiamo le caratteristiche peculiari dei maschi che sono: il piastrone concavo, la coda più lunga e appuntita e la forma del carapace più allungato ed arcuato.

Alcuni allevatori sostengono che la placca sopracaudale del carapace del maschio è più arcuata di quella della femmina mentre le placche sottocaudali del piastrone formano una “V” a differenza di quelle del maschio che formano una “U”.

Fate molta attenzione che la femmina sia matura sessualmente e ricettiva.

Una femmina matura deve misurare almeno 25 cm, lunghezza che raggiunge in circa 4-5 anni di età.

I migliori risultati si ottengono con femmine più grandi, almeno 30 cm di lunghezza, quindi se avete delle incertezze, scegliete l’attesa e rimandate di un altro anno l’accoppiamento.

Come per le altre specie terrestri quando il maschio è pronto per l’accoppiamento insegue la femmina e si fa notare a suon di morsi e spintoni.

Una volta che la femmina sarà “conquistata” salirà sul suo carapace per iniziare l’accoppiamento.

Descrivere a parole la scena non è semplice quindi vi rimando ad una delle foto dove si vede molto bene la posizione assunta dal maschio e dalla femmina.

Durante l’accoppiamento il maschio spalanca la bocca ed emette dei rumori sordi e brevi ad intervalli regolari.

La gestazione della femmina dura fino a 10 settimane.

A differenza di altri rettili non è possibile vedere un rigonfiamento del ventre o di qualche altra parte del corpo, non c’è modo quindi di sapere se il maschio ha fatto il suo dovere se non attraverso una radiografia alla tartaruga.

Personalmente eviterei questa scelta ed osserverei attentamente il comportamento della femmina: se ha bisogno di deporre cercherà un punto riparato da usare come nido e cercherà di scavare una buca. In natura la Geochelone pardalis cerca un luogo ben riscaldato e protetto per deporre le uova, la buca scavata per deporre è profonda almeno 30 cm.

Occorre quindi offrire alla nostra tartaruga una vasca profonda almeno 35 cm piena di terra, sabbia o qualunque altro materiale che la nostra tartaruga possa scavare facilmente.

Le femmine di dimensioni maggiori sono le migliori riproduttrici e per questo motivo tendono a scavare buche ben piu’ grosse e profonde delle loro colleghe più giovani.

Una femmina di Geochelone pardalis può deporre fino 25 uova fino a 5 volte l’anno, ogni uovo misura circa 4 cm di diametro.

Citiamo per completezza alcune indicazioni suggerite dal “World Chelonian Trust” secondo cui: Geochelone pardalis pardalis è in grado di deporre fino a 15 uova mentre Geochelone pardalis babcocki è in grado di deporre fino a 25 uova.

Per essere certi che la schiusa vada a buon fine occorre spostarle con delicatezza e metterle in una incubatrice.

E’ fondamentale che siano mantenute nella stessa posizione in cui sono state deposte, se dovessero venir girate l’embrione al loro interno morirebbe.

Le uova vanno incubate alla temperatura di 30-32 °C per circa 100-150 giorni.

Se al termine di questo lasso di tempo non di dovesse verificare la schiusa niente paura, alcuni piccoli impiegano molto più tempo per svilupparsi.

Alcuni autori indicano casi di oltre 300 giorni di incubazione.

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I piccoli una volta usciti dalle uova vanno collocati un terrario a loro dedicato e comunque mai assieme agli adulti.

I genitori infatti non effettuano alcune curi parentali e rischierebbero solo di schiacciare i piccoli.

Malattie o disturbi: Non sono segnalati disturbi specifici per questa specie.

CITES: La Geochelone pardalis è inclusa nell’appendice II della convenzione di Washington (CITES).

Note: La nostra tartaruga leopardo per indole e bellezza si presta ad essere un rettile da terrario veramente interessante ed in grado di offrire sicure soddisfazioni agli allevatori che vogliano cimentarsi con la riproduzione di questa specie.

Preferite esemplari giovani, avrete così modo di vederli crescere e sarete sicuri che non si portano appresso patologie croniche.

L’unica difficoltà a cui andrete incontro se scegliete di allevare una di queste tartarughe è lo spazio che dovrete dedicarle soprattutto d’inverno.

Cercate quindi di valutare bene l’acquisto e ricordate che questa tartaruga vi terra compagnia per molti molti anni.

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