TESTUDO MARGINATA

CLASSIFICAZIONE
Ordine = TESTUDINES
Sottordine = CRYPTODIRA
Famiglia = TESTUDINIDAE
Genere = TESTUDO
Specie = TESTUDO MARGINATA

STATUS GIURIDICO

Testudo marginata è inclusa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.), appendice II allegato A.

DISTRIBUZIONE IN NATURA

Testudo marginata è la tartaruga terrestre Europea di maggiori dimensioni, raggiungendo in alcuni casi i 40 cm di lunghezza e i 7-8 Kg di peso.

E’ originaria della Grecia, ma attualmente sono presenti popolazioni in Albania ed Italia.

Segnalazioni certe la danno presente a San Rossore, in Toscana, ed in alcune località della Calabria, dove la presenza è da attribuire all’immissione da parte dell’uomo in tempi storici risalenti prima dell’avvento dell’Impero Romano, probabilmente a seguito di scambi commerciali con la Grecia Classica.

Carapaci di Testudo Marginata sono stati rinvenuti di fatto in tombe etrusche a testimonianza della millenaria presenza di questo rettile nella nostra penisola.

Tali popolazioni hanno comunque carattere isolato.

Un discorso a parte merita invece la presenza del rettile in Sardegna, dove appare diffusa e ben acclimatata, particolarmente nella Gallura, nell’Ogliastra e nella penisola di Stintino.

Le prime notizie storiche certe risalgono comunque al diciassettesimo secolo e confermano la presenza sull’isola.

Si hanno poi notizie di successive introduzioni sino al periodo della seconda guerra mondiale.

Attualmente appare in declino per il prelievo indiscriminato a cui da tempo è soggetta, nonostante la protezione a cui è sottoposta sia dallo Stato Italiano che dalla Regione Sardegna.

COLLOCAZIONE TASSONOMICA

Secondo le ultime revisioni la specie è stata suddivisa in tre sottospecie, quella tipo Testudo marginata marginata (Schopff, 1795), presente in gran parte della Grecia e Testudo marginata sarda (Mayer, 1992) per le popolazioni sarde.

Più recente l’introduzione di una nuova sottospecie denominata weissingeri (Bour, 1995), presente in una stretta fascia costiera a sud del Peloponneso in Grecia.

Pareri discordanti sono venuti fuori circa l’opportunità di assurgere a sottospecie quelle che vengono definite varianti geografiche.
A risolvere il contendere, uno studio pubblicato nel 2002 sulle relazioni filogenetiche relative al genere Testudo appaiono indicare l’unicità della specie Testudo marginata.

Le varianti geografiche si spiegano con quello che in biologia evolutiva viene definito effetto fondatore.

Tutto può apparire chiaro con questo esempio: mettiamo che chi ha introdotto la Testudo marginata in Sardegna abbia preso animali di dimensioni maggiori rispetto alla media della popolazione originale, che naturalmente ha una variabilità genetica molto ampia.

La popolazione che si andrà a costituire non avrà più questa ricchezza, ma bensì le caratteristiche possedute dai pochi esemplari introdotti.

Se erano più grandi, avranno discendenti che tenderanno, naturalmente, ad essere di dimensioni maggiori.

Nel caso del nanismo della variante weissingeri, esso può essere imputato all’ambiente povero di cibo in cui vive.

CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE

Testudo marginata ha, come il nome già lo preannuncia, la caratteristica di avere un carapace scampanato in corrispondenza di sette-nove squame marginali posteriori.

Questo carattere, evidente e più marcato nei vecchi maschi, comincia a svilupparsi oltre i cinque anni di vita, o comunque da una certa dimensione corporea in poi.

Testudo marginata è la tartaruga terrestre europea che raggiunge le dimensioni maggiori con una media di circa 30 cm, ma non sono rari esemplari che raggiungono e superano i 40cm.

Oltre alla scampanatura posteriore, la specie ha la caratteristica di presentare triangoli neri in campo color ocra su otto-dieci squame del piastrone.

Filogeneticamente la specie più affine e all’opposto la più piccola specie di Testudo mediterranea, è certamente Testudo Kleinmanni, che invece presenta due, al massimo quattro triangoli sul piastrone.

Queste caratteristiche la fanno distinguere bene da Testudo Graeca sp., anche se non di rado ai lati della coda, seppur meno marcati, sono presenti due o quattro piccoli tubercoli conici, tipici di quest’ultima specie.

La coda non presenta un astuccio corneo come in Testudo hermanni sp. e nei maschi appare allungata ed appuntita, mentre nelle femmine può essere molto corta e la cloaca aprirsi in fondo ad essa, presentandosi tronca.

La colorazione è molto varia: partendo da soggetti melanici quasi completamente neri, passando per esemplari con areole giallastre evidenti che occupano buona parte delle squame dorsali, si arriva a colorazioni molto chiare di un colore ocra diffuso.

Questi ultimi sono esemplari certamente ipomelanici se non certamente albini, che hanno una frequenza enormemente alta nelle popolazioni sarde.

Personalmente posso dire che ci sono segnalazioni certe di albinismo in Testudo marginata già evidenziate in esemplari rinvenuti negli anni 40 dello scorso secolo e conservati in alcool al museo di Storia Naturale di Milano (reperti N°3084 e 3328).

Segnalazioni di nascite di albini non sono rare e personalmente ne ho un buon numero discendenti da un unico maschio albino e di una vecchia femmina eterozigote rinvenuti in natura oltre 30 anni fa.

Risalire al motivo di una frequenza così alta di una mutazione all’apparenza svantaggiosa, non è certo semplice, ma si può ipotizzare la presenza di un mutante al momento dell’introduzione in Sardegna quando ancora il numero esiguo di esemplari ha garantito una certa diffusione del gene.

Altra ipotesi a conferma del mantenimento di questa alta frequenza può essere imputata ad un vantaggio mimetico dei giovani esemplari, in quanto crescendo la colorazione un po’ si scurisce e diventa prossima al colore dell’erba secca.

Ritornando alle presunte differenze morfologiche tra le varianti geografiche, Testudo marginata , la sarda e la weissingeri, queste sono ad ascriversi ad un rapporto differente tra lunghezza, altezza, larghezza del carapace, nonché alle dimensioni medie.

Per le popolazioni sarde si individuano rapporti lunghezza/larghezza inferiori rispetto alla forma tipo, nonché a dimensioni generalmente maggiori.

Per intendersi è mediamente un po’ più tondeggiante e meno allungata.

Discorso diverso invece per la variante weissingeri, dove sono le dimensioni molto ridotte a distinguerla dalle altre.

Resta inteso che, viste le evidenti differenze di colorazione che si possono riscontrare in natura, una valutazione discriminante su questo carattere appare a mio avviso molto soggettiva.

DIMORFISMO SESSUALE

In Testudo marginata la differenza di dimensioni tra maschio e femmina non è così marcata quanto tra le altre specie del genere Testudo, complice la maggiore scampanatura dei maschi.

Questo carattere, unitamente ad una maggiore bombatura delle femmine, distingue i due sessi da un’osservazione sommaria.

In molti casi, addirittura, il maschio appare di dimensioni maggiori rispetto alla femmina, anche se in letteratura il record appartiene a quest’ultima.

Di seguito si evince il dimorfismo sessuale della specie:

– i maschi possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base.

Non è presente un astuccio corneo.

La coda della femmina è invece piccola e corta, in alcuni casi appare tronca;

– la distanza dell’apertura cloacale dalla base della coda è maggiore nel maschio.

– i maschi adulti presentano una concavità nel piastrone che tende ad accentuarsi con l’età; il piastrone delle femmine e dei giovani non è mai completamente piatto.

Le ultime 4 squame del piastrone fanno corpo unico e risultano mobili ed articolate al resto del piastrone sia nei maschi che nelle femmine.

Eccetto che per quanto detto ad inizio paragrafo, il dimorfismo sessuale tra i due sessi non è molto evidente in questa.

Non vi è inoltre una specializzazione, se non la maggiore concavità del piastrone, per facilitare l’atto riproduttivo come invece è marcata nelle altre specie del genere Testudo.

Tale caratteristica inoltre maschi di dimensioni prossime a quelle delle femmine, di qui probabilmente la non grande differenza di dimensioni tra i due sessi.

Tutti i caratteri considerati si rendono tanto più evidenti quanto più l’esemplare in oggetto si avvicina alla maturità sessuale (in cattività, 7-8 anni sia per i maschi che per le femmine, in natura oltre i 10); piccoli di 1-2 anni possono essere sessualmente indistinguibili se non ad un occhio molto esperto o attraverso la comparazione con numerosi esemplari.

Per esperienza personale è invece molto più facile questa analisi alla nascita con i piccoli maschi che appaiono con una caratteristica leggera uncinatura della coda.

Tuttavia molti esemplari rimangono sempre difficili da sessare sino ai 4-5 anni di vita.

MANTENIMENTO IN CATTIVITA’

Testudo marginata si adatta con una certa facilità a vivere in ampi recinti all’aperto dove disponga di prolungata esposizione al sole per tutta la giornata, tappeto erboso e terra, arbusti e ripari idonei.

Particolari cure andranno poste all’allestimento del recinto al fine di impedire eventuali fughe.

Esso, che sia di rete metallica, di legno, laminati metallici o cementiti, andrà interrato a sufficienza e dovrà sporgere in esterno di almeno 30 cm.

Altra accortezza è quella di un ulteriore protezione con rete metallica al fine che animali indesiderati e pericolosi non si possano introdurre nei recinti.

Le grandi dimensioni rendono Testudo marginata meno sensibile delle altre Testudo alle variazioni climatiche tanto che risulta attiva non solo per più mesi durante l’anno, ma anche per un maggior numero di ore durante la giornata, in special modo in autunno ed alla fine dell’inverno.

Non è raro trovare esemplari attivi anche a Novembre inoltrato quando le giornate lo consentono; le prime sortite dal letargo invernale si hanno poi già dai primi soli di Febbraio.

Va pertanto data particolare cura ai ripari nei quali gli animali possano uscire ed entrare con facilità a loro piacimento, al fine che non possano essere sorpresi da improvvise quanto probabili gelate, frequenti nel centro-nord Italia, o ripararsi dall’eccessiva calura nel periodo estivo.

E’ consigliabile un riparo coperto in alto, aperto da un lato (meglio se in direzione est) con all’interno della paglia, posto in una posizione areata per impedire che l’umidità ristagni dopo le piogge.

Indicativamente bastano una quindicina di cm di paglia umida sopra il carapace per proteggere da gelate intense (fino a 10 °C sotto lo zero) gli animali.

Discorso a parte per i piccoli dalla nascita sino a che non raggiungono i 10 cm circa: i neonati in particolare non hanno lo stimolo in questa specie a cercare un riparo per tutto il periodo invernale e rimangono attivi tutte le volte che le giornate lo consentono.

Va prestata particolare cura ai ripari, tali da consentirgli, come nel caso degli adulti, di poter entrare ed uscire con facilità.

L’attività è tale che i piccoli crescono anche nel periodo invernale, va pertanto fornito loro del cibo, altrimenti si indeboliscono e muoiono, non tanto per i rigori invernali, quanto perché rimanendo attivi consumano le loro riserve di grasso.

Personalmente ritengo che quanto proposto è quanto di più aderente allo stato naturale e, con le accortezze proposte, non crea assolutamente problemi agli animali.

LETARGO

Parlando di letargo in senso stretto, Testudo marginata non differisce molto delle Testudo delle stesse latitudini, come detto prima piuttosto ha una durata minore di tale periodo.

Personalmente, piuttosto che dilungarmi su inutili consigli su come far fare un buon letargo alle nostre beniamine, mi piacerebbe far notare che se il luogo è realmente idoneo all’allevamento di questa specie, le uniche accortezze da prendere sono quelle proposte nel precedente paragrafo circa la cura dei ripari.

Molti errori con esito infausto, sono generati dalla non attenzione al comportamento degli animali: essi stessi ci indicheranno il punto che preferiscono e, stiamone certi, l’istinto di sopravvivenza e gli adattamenti naturali sono ben collaudati.

Non spostiamo gli animali, lasciamoli interrare dove preferiscono, tutt’al più con le prime gelate si provvederà a disporre della paglia sopra al punto nel quale hanno deciso di svernare.

Come accennato in precedenza, i neonati non hanno invece l’istinto per un letargo vero e proprio, e bastano pochi minuti di sole, complici le piccolissime dimensioni,anche quando la temperatura dell’aria è prossima allo zero, per portarli ad una temperatura di completa attività.

Animali in buona salute non avranno problemi a superare l’inverno, si nutriranno e cresceranno pure: unica accortezza sarà quella di verificare che tutti i piccoli siano rientrati nei ripari quando il clima è particolarmente rigido.

Unico momento realmente delicato è la fase preparatoria e quella del risveglio dal letargo.

Animali defedati e sottopeso difficilmente supereranno il letargo invernale: in questo caso è consigliabile non far svernare i soggetti oppure ridurne artificialmente questo periodo, tenendo conto che è comunque fondamentale per questi animali.

Ai primi soli primaverili sarà posta particolare cura alla reidratazione dei soggetti più deboli sottopeso.

Fondamentale fornire immediatamente del cibo: si accelera in questo modo la ripresa degli animali.

ALIMENTAZIONE IN NATURA

Testudo marginata, come le altre specie appartenenti al genere testudo, è essenzialmente vegetariana, tutt’al più gradisce qualche frutto.

Anche se in cattività accetta facilmente alimenti ricchi in proteine, in natura l’alimentazione si basa sul consumo di erbe, in special modo a foglia larga, eccezion fatta per le graminacee, effettivamente poco gradite.

Molto frequente la coprofagia, con spiccate preferenze per escrementi di animali erbivori.

Rari sono i casi in cui si possono nutrire di piccoli vertebrati morti come nidiacei e piccoli topi, o di invertebrati.

DISORDINI DIETETICI IN CATTIVITA’

Personalmente ho potuto verificare che un’alimentazione errata è la principale causa di patologie che portano alla morte le tartarughe del genere Testudo.

Senza stare ad elencare le innumerevoli patologie correlate ad un’errata alimentazione, l’unico modo per avere animali che crescono in modo sano, è quello di nutrirli con alimenti vegetali allevandoli in condizioni idonee di luce solare e di temperatura.

La regola da seguire è quella detta in precedenza: un grande recinto all’aperto (sono animali che diventano molto grossi!) dove le tartarughe possano brucare le erbe che preferiscono; la dove questo non sia possibile è consigliabile non cimentarsi nell’allevamento di questi animali.

RIPRODUZIONE

Testudo marginata ha un ciclo riproduttivo analogo alle altre specie del genere Testudo: un periodo autunnale e primaverile dedito agli accoppiamenti ed uno di deposizione a partire dalla metà del mese di Aprile che si può protrarre sino ai primi giorni di Luglio, dipendente dal clima delle zone in cui vivono.

Generalmente però le deposizioni si concentrano nei due mesi centrali di Maggio e Giugno.

Il maschio è generalmente poco aggressivo nei confronti del suo stesso sesso, tuttavia, senza arrivare alla violenza di Testudo greca, può diventare pericoloso per le femmine.

Si raccomanda pertanto di unire maschi e femmine solo per brevi periodi.

D’altronde in natura, complici le non proprio affollate popolazioni, gli incontri sono assolutamente sporadici e non prolungati.

Le femmine depongono generalmente dalle 8 alle 12 uova per ovatura, tuttavia in rari casi si possono avere da un minimo di 2-3 uova ad un massimo di 17.

Anche il numero di eventi di deposizione varia dal singolo sino al massimo di quattro: generalmente però si osservano solo due deposizioni intervallate da un periodo, variabile in dipendenza della temperatura media, tra le due e le quattro settimane, solitamente 20 giorni.

Le modalità di scavo sono le medesime in tutto il genere Testudo: la femmina, individuato il posto prescelto, inizia a scavare alternando le zampe posteriori, quindi terminato il lavoro depone molto velocemente le uova disponendole ad occupare tutto lo scavo; fatto ciò ricopre e si allontana.

Queste sono le uniche cure parentali della specie.

I piccoli nascono mediamente dopo tre mesi d’incubazione in natura.

Ideale è un terreno sabbioso fine e ben drenato: il successo di schiusa in anni medi è in questi casi prossimo al 100%.

Condizioni climatiche avverse e terreni inadatti fanno calare drammaticamente le nascite.

Non ho notizie di esemplari di questa specie che svernano nel nido ed emergono la primavera successiva.

Personalmente sto riscoprendo il lasciar sviluppare in natura le uova (naturalmente proteggendo il luogo da eventuali predatori, uccelli e mammiferi): il sesso dei piccoli è determinato dalla temperatura di deposizione ed in incubatrice si hanno nascite di neonati solitamente tutti dello stesso sesso.

La temperatura critica è indicata in letteratura sui 32 °C: con percentuali di nascite di esemplari di sesso femminile maggiori sopra questa soglia.

La scelta della femmina assicura invece un rapporto tra i sessi naturale, per giunta la vitalità è decisamente migliore.

In conclusione, Testudo marginata è una specie robusta ed adattabile, con potenzialità riproduttive elevate.